Edilizia

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Edilizia

In questo momento Tokyo ha un numero di cantieri aperti contemporaneamente che non pensavo possibile in una singola città; ci sono gru ovunque, trivelle, escavatori, automezzi carichi di cemento, pezzi prefabbricati di edifici e operai ovunque. Non so quantificare la cubatura totale che sta venendo realizzata, ma non mi meraviglierei se mi dicessero che equivale a quella della città di Udine.

Intendiamoci: non è che negli anni passati Tokyo non fosse attiva nell’edilizia, anzi, erano frequenti serate in cui decidevo di andare un ristorante a distanza di qualche mese e scoprivo che non solo era sparito il locale,  tutto il palazzo era andato. Ma adesso il tutto ha preso una velocità destabilizzante. Nonostante io sia italiano cerco di combattere il senso di vuoto provocato dalle demolizioni di edifici, però qui a volte si fatica a riconoscere le direzioni per muoversi in un quartiere che si pensava di conoscere ancora. E poi se è vero che il genere umano ha costruito cose meravigliose sono grazie alla distruzione di edifici precedenti, bisogna vedere che cosa si edifica e come si modifica una città. Le costruzioni che vedo nascere a Tokyo hanno, secondo me, due problemi: la omologazione delle zone e la scala. Fino a un po’ di tempo fa percorrere i treni di Tokyo era come fare un viaggio in una serie di città molto diverse accostate l’una all’altra: le case, i palazzi, i negozi, l’atmosfera erano specifici, il carattere deciso, adesso in ogni quartiere c’è il complesso commerciale che contiene gli stessi negozi, gli stessi ristoranti, le stesse persone. Quasi tutto è diventato intercambiabile. E poi le dimensioni, la scala degli edifici non ha più nessuna relazione con la dimensione umana. Alcuni palazzi sembrano due edifici già di per sé enormi incastrati l’uno sull’altro e questo, sì, mi angoscia.

Di certo l’edilizia è una fonte di reddito per una fetta molto grande della popolazione giapponese, e ha sempre stimolato la crescita e lo sviluppo di tutto il paese, esploso con le scorse olimpiadi. È chiaro che ora si cerca di replicare, mi chiedo che Tokyo vedranno i visitatori del 2020?

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