La stagione dei fiori di ciliegio è arrivata, l’ho celebrata, e adesso sta lasciando Tokyo. Proprio oggi, in un momento incastrato tra il pranzo di Pasqua e un giro al parco, sono passato vicino a un tempio buddhista come ce ne sono tanti nel mio quartiere. La sua particolarità è di avere un maestoso albero di ciliegio nel cortile interno, e della varietà Sato Zakura. Quasi tutti i ciliegi che finiscono per scatenare gli hanami sono della varietà Somei Yoshino (Prunus Yedoiensis), dai petali chiari, ma in questo tempio c’è un Prunus serrulata, ha i fiori rosa violacei, un colore definito e allo stesso tempo un po’ lascivo, secondo me. La situazione in cui mi sono trovato oggi mi ha messo a disagio perché mi ha fatto sentire come se tutto fosse stato approntato in modo spudorato, come per farmi capire un messaggio. Nel tempio un monaco cantillava le preghiere battendo uno strumento di legno per darsi il ritmo, un signore anziano spazzava i petali caduti a terra mentre lentamente quelli ancora sui rami cadevano a pioggia. Un altro monaco bruciava incenso tra le tombe mentre le bambine giocavano  a rincorrersi tra il piazzale, gli scalini che portano al padiglione […]
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Per una serie di motivi che adesso non sto a spiegare frequento un asilo di Tokyo. È un osservatorio privilegiato per capire cosa va presso le nuovissime generazioni. E oltre alle classiche cose senza tempo come disegnare, giocare al parco o con i blocchi, fare i lavoretti e piangere perché l’amico/a ha rubato il gioco preferito, ci sono i treni. Specie tra i maschi, devo dire. E anche questo sarebbe abbastanza tradizionale, ma la novità è che esiste Shinkalion. Il nome comincia come shinkansen ed è nient’altro che un treno superveloce transformer. La canzone ha tutti gli stilemi del genere, parla di questo robot che difende la pace del Giappone e vai di trasformazioni; tutto preceduto -finezza- dal suono di avviso chiusura porte. C’è anche la serie animata e insomma quasi quasi me ne compro un modellino. Mi chiedo se le ferrovie italiane potrebbero proporre il loro personaggio: TRENITALION.
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Il 9 febbraio si apriranno le olimpiadi invernali di PyeongChang, nella corea del sud. Viste da qui sono come una convergenza di tensioni che potrebbero scatenare eventi tragici (come avvenne per le olimpiadi di Seoul nel 1988), far incamminare la situazione verso un percorso di pace (per i più ottimisti) o semplicemente non portare a niente. Vi presento gli attori sul palcoscenico, perché in un certo senso si tratta di una performance. Stati Uniti d’America Dopo schermaglie piuttosto sconcertanti su twitter, Trump sembra voler dimostrare che con lui e il suo paese non si scherza. Gli USA chiedono il disarmo nucleare immediato della Corea del nord e per ottenerlo hanno imposto una serie di sanzioni economiche e politiche durissime, come se  la guerra si fosse già aperta. In Corea è stato mandato Mike Pence -il vice presidente- che fa la faccia dura, non incontrerà gli emissari coreani del nord, ha sfoderando frasi come “non permetteremo alla Corea del nord di monopolizzare l’immagine delle olimpiadi” e “proteggeremo i nostri alleati dalla minaccia della peggiore dittatura del mondo” e una serie di altre dichiarazioni che minacciano guerra nucleare da parte degli USA e i loro alleati nella zona (principalmente il Giappone). Ora, […]
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Sono andato a mangiare nel ristorante di Mirai Kobayashi, dove si può pagare il conto con la propria forza lavoro. In cambio di 2 ore da cameriere o addetto alla cucina si può mangiare un pranzo o una cena. L’idea si basa sul concetto di open source: l’unica amministratrice fissa è Mirai stessa e tutti sono incoraggiati a contribuire non solo con il lavoro fisico, ma anche con idee che aiutino a sviluppare le attività del ristorante. Essere assunti al Mirai Shokudo è molto facile, ci si iscrive, si controlla il calendario e si riempie una fascia di orario sguarnita.  L’esperienza Il posto è molto raccolto, casalingo, ha un bancone con 12 posti facili da servire. Gli impiegati occasionali sono gentili e leggermente impacciati nella preoccupazione da primo giorno. Quando sono andato mi ha servito un signore sorridente al suo secondo turno e in cucina c’era una ragazza cinese; entrambi erano diretti con cortese e decisa fermezza dalla reggitrice, Mirai. Il cibo è ottimo e familiare. Nel vassoio prestabilito che non ammette scelta ci sono gli tsukemono (verdure conservate), un piatto principale e una zuppa di miso che si avvicina molto al minestrone. Il riso è dispensato a volontà nei […]
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