I ciliegi del ’20

Nei giorni scorsi sono andato al parco di Yoyogi e in altri posti vicino casa. La incongruente nevicata di oggi ha chiuso la stagione della fioritura, credo, e comunque meglio così piuttosto che avere la tentazione di uscire a festeggiare.Facciamo un hanami guardando i fiori sugli schermi.

Un fine settimana di prova

Dopo l’annuncio della sindaca Koike che minacciava la quarantena per Tokyo se ci fossero stati peggioramenti, molta gente si è fiondata ai supermercati per comprare istintivamente quanta più roba possibile. È un comportamento umano, già visto in altri posti: comprensibilmente molti volevano evitare di uscire sabato e domenica, come richiesto, ma come conseguenza si sono ammassati in fila fuori dai negozi giovedì e venerdì. Tutto questo ha senso? È un segno di responsabilità o di perdita di controllo?Anche io oggi sono passato dal supermercato vicino a casa mia e verso le 16 era piuttosto vuoto di clienti e di prodotti. Come indagine antropologica ho provato a vedere cosa era stato predato e cosa rimaneva. Il riso era pochissimo, nonostante qui si venda solo a pacchi non da 3 chili in su. Ne rimanevano due sacchi, abbandonati. Ma la sorpresa è stata vedere l’alto gradimento per la pasta: chiaramente negli ultimi anni ha scalato le classifiche e adesso è considerata un alimento standard, da abbinare ai sughi pronti, quasi tutti requisiti. Dopo gli innumerevoli meme visti su pagine italiane ho provato a cercare il lievito (anche perché mi serviva, in realtà): niente, tutto andato. Mi sa che questa si configura come […]

Jiro sogna le stelle

Tokyo, 27 novembre, 239 giorni alle olimpiadi Credo fosse il 2008, con un mio amico e i suoi genitori siamo andati a mangiare il sushi a Sukiyabashi da Jiro, che allora non era sulla guida Michelin , non era protagonista di un documentario né aveva sfamato Obama. Un pasto memorabile: mi ricordo che il riso e il pesce erano a una temperatura assolutamente perfetta, in bocca si innescava un’esplosione tra il sapore del pesce, i condimenti aciduli, i grassi naturali dei migliori tagli e la cottura perfetta del riso. È stata un’esperienza diversa da qualsiasi pranzo o cena mai provati prima o dopo. Eravamo gli unici quattro clienti nel ristorante; davanti a noi, dall’altra parte del bancone, quattro itamae (così si chiamano i cuochi) maneggiavano gli ingredienti in modo impeccabile e servivano un nigiri (la polpetta di riso con sopra il pesce, il pezzo di sushi, insomma) dopo l’altro, a un ritmo un po’ troppo elevato. La madre del mio amico non era una gran mangiatrice, e quando ha cominciato a rallentare, lasciando aspettare il sushi per troppo tempo dopo che era stato preparato, il figlio di Jiro le ha fatto notare che era meglio che si muovesse. Da lì la signora ha cominciato […]

IL CALDO ESTIVO DI TOKYO È INTOLLERABILE

Non so se sia noto, ma il Giappone in estate è un inferno. Chi ci è venuto in ferie in agosto dall’Italia lo sa, chi ci abita da un po’ vuole solo fuggirne. I nativi, pur accettando la situazione, se ne lamentano abbondantemente, gli immigrati rimpiangono i loro paesi in modo violento, siano l’Europa, i paesi sahariani dell’Africa o addirittura le isole del sud-est asiatico. Personalmente mi sono trovato meglio nel deserto indiano del Thār, in Rājasthān, dove i 40 gradi sono accompagnati da una secchezza pericolosa ma gestibile. Non è tanto la temperatura, quanto l’umidità è una frase che qui trova il suo compimento definitivo: a Tokyo la cappa di vapore appiccicoso fa boccheggiare, i palazzi bloccano i possibili aliti di vento provenienti dal mare, l’aria ristagna. La concentrazione umana, il calore rimandato da  vetro e cemento degli edifici, i bocchettoni di scarico dell’aria condizionata, tutto moltiplica il disagio. Il cielo è sintonizzato su un colore grigio-bianco fastidioso e monotono, la luminosità non cambia mai e il tempo sembra immobile, ritmato dal frinire aggressivo delle cicale sugli alberi. Non c’è quasi scampo, il mare ha un color petrolio e pare esalare umidità, fuori non si sta bene, la cosa […]

Inari e Tofu

Nel mio quartiere c’è un piccolissimo santuario consacrato alle volpi, si chiama Inari. Nella vita quotidiana ha il ruolo di edicola, la gente che ci passa davanti a volte si ferma -specie gli anziani, ho notato- volge la fronte al piccolo altare, si inchina e poi prosegue. Il concetto è poetico, ma il tutto è contenuto in una copertura di metallo ondulato vecchio e rovinato. Intendiamoci, mi piace molto l’altarino e il fatto che l’immagine stessa dello shinto sia di fronte a un tempio buddhista mi dà pace. Accanto c’è un arbusto che cresce tra l’asfalto e il muro di cinta di una centralina elettrica, in un pezzetto di terra che non si sa come abbia trovato. Per me non è mai stato niente di più che un baraç, come si direbbe in friulano: una di quelle piante selvatiche che riempiono i greti dei torrenti, né albero né cespuglio, insomma una pianta infestante inutile. Poi l’anno scorso la lezione più giapponese che potessi ricevere: questa pianta è fiorita e ha mostrato dei petali viola intenso, i fiorellini uscivano direttamente dai rami sgraziati. Ho capito che è una pianta che ha un nome (che non mi ricordo) e un certo prestigio, […]

REIWA, la nuova era del Giappone

L’ultimo mio post pubblicato sul blog de ilpost:Il primo di aprile qui è iniziato l’anno scolastico: in mezzo ai fiori bianchi ormai completamente sbocciati le mamme e i papà hanno portato i bambini all’asilo, gli studenti hanno varcato per la prima volta i portali dell’università: in Giappone l’inizio degli studi ha lo slancio della primavera,  le foto del primo giorno hanno i ciliegi in fiore. La stessa mattina, in una sala segreta e controllatissima del parlamento, una commissione composta da membri del governo, capi istituzionali e altri personaggi ha scelto il nome della nuova era del Giappone: Reiwa (令和). A differenza della datazione cristiana che parte da zero e procede presumibilmente all’infinito, qui ogni imperatore è in carica per un periodo chiamato con un nome diverso, nome che finisce per essere quello dell’imperatore stesso. Chi ama queste cose può riflettere sulla concezione impermanente del tempo in oriente, sulla consapevolezza della fine di ogni cosa e su altri concetti estetici o estetizzanti. Questo anno, il 2019, è cominciato con un nome e finirà con un altro cambiandolo il 1 maggio, quando l’imperatore attuale abdicherà ponendo fine all’era Heisei. Invece di pensare al passato in termini di decadi, in Giappone ci si […]

Ancora qui a ricordare, 8 anni dopo

Sono passati 8 anni da quel pomeriggio, la successiva notte di angoscia, i giorni e le settimane di paura e incertezze. Per chi era in Giappone terremoto e maremoto hanno cambiato molte cose, spesso la vita e l’approccio alla stessa. A differenza di molti ho sempre trovato tremendamente più destabilizzante pensare alle vittime del maremoto piuttosto al disastro della centrale nucleare di Fukushima. Forse perché le radiazioni non si vedono mentre la terra invasa dal mare, il fango che trasporta case, paesi e vite è sconvolgente. Tanti si infervorano per gli errori di progettazione della centrale, per i pasticci combinati nella gestione dell’emergenza, ma in tutta onestà non ne so abbastanza e in fondo si tratta delle decisioni di poche persone, anche se importanti. Le storie che ho sentito e visto di chi  si è salvato scappando fortunosamente per poi scoprire di aver perso tutto, i paesi risucchiati dal mare, gli asili in cui bambini non sono più tornati, tutto questo mi colpisce di più. E allo stesso tempo mi porta uno strano senso di compassione e comprensione. Forse sono tra le poche persone che ha deciso di rimanere ad abitare in Giappone non nonostante lo tsunami, ma anche perché ha visto cosa è […]

MARIE KONDO È UNA ATIPICITÀ TIPICAMENTE GIAPPONESE

Ho guardato qualche episodio del programma televisivo su come riordinare le case e le vite, e ho provato a capire qualcosa del fenomeno Marie Kondo, principalmente perché mi pare che sia la prima persona giapponese protagonista di un programma televisivo in occidente. Innanzitutto non è che sia così famosa in Giappone; certo il suo primo libro è stato un fenomeno editoriale, ma qui si legge molto e si comprano tanti libri, quindi non tutto rimane nella memoria. È possibile che adesso, grazie all’interesse in oltremare, faccia un ritorno trionfale nella madrepatria. Il tema del programma mi interessa molto, perché l’ordine delle case giapponesi mi ha dato profondi shock culturali. Procederò per generalizzazioni e mi scuso per una visione un po’ piatta e parziale, ma in generale le case giapponesi sono infestate da un disordine scorante. L’abitazione non è praticamente mai usata per ospitare amici o conoscenti (si mangia, beve, festeggia nei locali) e se per caso tocca invitare qualcuno è sempre necessaria una pulizia di diversi giorni per rendere la casa presentabile (mai veramente bella o elegante). Gli spazi vuoti non hanno vita lunga: vengono invasi da vestiti, utensili, elettrodomestici, scartoffie, pupazzi, strumenti, attrezzi per gli hobby ecc. D’altronde è […]

Dopo (oltre) Capodanno

È appena finito il periodo più sacro in Giappone: quello delle feste di capodanno. La città è stata tranquilla per una settimana, chi doveva tornare dai parenti la ha lasciata a chi non se ne è andato da Tokyo. A mezzanotte la quiete era punteggiata dal suono delle campane dei templi sparsi nel circondario. Mangiati i piatti della tradizione, bevuto spesso troppo, riposato e dormito in abbondanza, adesso tutti ricominciano dal nuovo anno, il numero 31 dell’epoca Heisei. L’ultimo con questo nome e che anzi durerà pochi mesi. Il 30 aprile di quest’anno, infatti, l’imperatore Akihito si dimetterà, regalando un po’ di giorni festivi ai sudditi, e comincerà una nuova epoca di cui non si sa ancora il nome. Al suo ultimo compleanno, in dicembre, 57mila persone sono andate a salutarlo al palazzo e a quanto sembra lui ne è stato piuttosto felice.  Il 2019 sarà l’anno di vigilia delle olimpiadi di Tokyo, che può sembrare una esagerazione, ma questo è il livello di attesa (nervosa) che si sta vivendo qua. L’aspetto urbano è già cambiato e nell’arco di un anno e mezzo sicuramente risulterà sconvolto, con quartieri demoliti e ricostruiti, e palazzi sempre più invadenti a giganteggiare. Lo stadio […]

HALLOWEEN, A TOKYO

Da quanto tempo non nasce una nuova tradizione, dove abitate voi? A Tokyo da pochissimo: la ricorrenza di Halloween è passata in pochi anni da una festa per pochi, principalmente gente che aveva a che fare con il mondo anglosassone, a un fenomeno onnipervasivo. Non conosco le tradizioni statunitensi, ma ho l’impressione che qui in Giappone i giorni a ridosso del primo di novembre abbiano un carattere tipico locale. L’elemento fondamentale è il travestimento,e d’altronde in un posto che ha inventato il cosplay è il minimo che ci si possa aspettare; la zona per ammirare le mascherine è sicuramente Shibuya, l’unico posto a Tokyo che abbia conservato la forma e la concezione di “piazza” in cui abbia senso fare lo struscio. Esaltando la naturale predisposizione umana a mettersi in mostra, Halloween porta per le strade mareggiate di ragazzi e ragazze vestiti principalmente da cose spaventose, con sfoggio di costumi basati su manga, anime, cultura pop rivisitata in chiave horror. Per le ragazze qualsiasi cosa sexy-horror funziona benissimo: infermiera sexy-horror, donna delle pulizie (maid) sexy-horror, studentessa delle superiori sexy-horror eccetera. Si vedono molti centimetri e anche decimetri di pelle lasciata nuda così, perché è Halloween, e parlo anche di maschi che […]